La scelta d’arredo che fa sembrare la casa sempre in disordine, anche quando è appena stata riordinata

Le amate mensole aperte che riempiono Instagram promettono case leggere e chic, ma gli esperti avvertono: se usate male, aumentano il disordine visivo e persino lo stress domestico.

Negli ultimi anni le mensole aperte sono diventate una delle soluzioni d’arredo più fotografate in cucine e soggiorni, complice lo stile nordico e l’estetica da “casa vissuta” che vedete ovunque sui social. Piattoni di ceramica impilati, tazze spaiate ma chic, libri di cucina a vista: tutto sembra leggero e spontaneo. Peccato che, fuori dalle foto, quella stessa soluzione possa trasformarsi nella principale responsabile della sensazione di caos, anche quando avete appena finito di riordinare.

Gli interior designer lo ripetono da tempo: tanto quanto il disordine “fisico”, il disordine visivo pesa sul cervello e rende più difficile rilassarsi in casa. Secondo diversi studi di psicologia ambientale, un ambiente pieno di stimoli eterogenei aumenta la fatica mentale e la percezione di stress. Ecco perché, come spiega Sam Allen, managing director dell’agenzia di progettazione Noisy&Co, le mensole aperte funzionano negli showroom, dove ogni oggetto è scelto e dosato. Ma spesso deludono nella vita vera, tra pacchi di pasta, bollette e souvenir di ogni viaggio.

Perché le mensole aperte ci piacciono così tanto

Le mensole aperte piacciono perché promettono tutto insieme: più luce, più spazio e un’aria informale da bistrot. In cucina eliminano i pensili chiusi, che possono far sentire la stanza piccola e soffocata, e mostrano piatti e bicchieri come fossero parte dell’arredo. In soggiorno sostituiscono la classica libreria chiusa, lasciando intravedere libri, candele, piccoli oggetti che raccontano chi siete.

Su Pinterest e nelle pagine delle riviste tutto questo funziona perché ogni ripiano è progettato al millimetro: pochi pezzi, palette di colori limitata, nessuna confezione di detersivo in vista. Quando però nella stessa mensola iniziano a convivere pacchi di cereali, tazze promozionali, ricettari di formati diversi e spezie tutte diverse, il sogno da catalogo sparisce in fretta.

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