Negli Stati Uniti, per esempio, il manuale federale MUTCD stabilisce che il segnale ufficiale R1-1 debba essere un ottagono con scritta e bordo bianchi su fondo rosso. Il blu, quindi, non rappresenta una variante ordinaria del segnale pubblico ufficiale.
La sua funzione pratica, tuttavia, rimane facilmente intellegibile: chi guida dovrebbe fermarsi, controllare l’eventuale arrivo di altri veicoli o pedoni e ripartire soltanto quando può farlo in sicurezza.
Non significa “sosta riservata alle persone con disabilità”, né indica un tipo speciale di emergenza. È semplicemente una segnalazione privata di arresto.
Dove è più probabile incontrarne uno
I segnali di STOP blu sono particolarmente associati agli Stati Uniti e risultano relativamente conosciuti alle Hawaii. Possono essere installati in zone nelle quali la viabilità interna è amministrata da soggetti privati anziché da un’autorità pubblica.
È possibile trovarli presso:
- grandi proprietà e complessi residenziali;
- parcheggi privati;
- aziende agricole e ranch;
- resort e strutture turistiche;
- campi da golf;
- stabilimenti industriali;
- campus aziendali o universitari;
- strade interne di comunità private;
- accessi a magazzini e centri commerciali.
La loro presenza segnala spesso una distinzione giuridica o amministrativa tra la strada pubblica e l’area privata. Non esiste, tuttavia, una regola universale valida in ogni città, Stato o Paese.
In Europa, un ottagono blu con la parola STOP sarebbe una manifestazione segnaletica decisamente anomala. Il colore blu viene solitamente impiegato per altre categorie di indicazioni, mentre il segnale di arresto riconosciuto dagli automobilisti resta quello rosso.
Se un cartello blu compare lungo una normale strada pubblica, potrebbe essere una riproduzione decorativa, una segnalazione non autorizzata, un vecchio elemento privato o persino un segnale scolorito. In una situazione ambigua conviene comunque rallentare e osservare attentamente l’intersezione.
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