I 50 viaggi più belli da fare nel 2027 secondo Best in Travel di Lonely Planet

In Africa si passa dal safari a piedi nel Gombe National Park in Tanzania, sulle tracce degli scimpanzé resi celebri dalle ricerche di Jane Goodall, alla scoperta di São Tomé e Príncipe. In Asia si può salire sulla Darjeeling Himalayan Railway, attraversare a piedi il Michinoku Coastal Trail in Giappone oppure partire in longboat per entrare nell’habitat degli oranghi in Malaysia.

Ci sono poi esperienze che sembrano pensate appositamente per ribaltare l’immagine più immediata di una destinazione. La Polinesia Francese, per esempio, non viene proposta soltanto per le sue lagune: l’oceano diventa il punto di accesso alla cultura e allo stile di vita polinesiano.

Oppure si può viaggiare attraverso il gusto, seguendo un itinerario gastronomico a Taiwan o esplorando vino e cucina nella Valle de Guadalupe in Messico. Si può dormire nel Rose Island Lighthouse in Rhode Island assumendo per una notte il ruolo di guardiano del faro, attraversare lentamente la North Shore del Minnesota o immergersi nella foresta nebulare di Monteverde, in Costa Rica.

Persino alcune esperienze apparentemente classiche vengono rilette attraverso una prospettiva diversa. Le gigantesche sequoie della California diventano l’occasione per entrare in ecosistemi antichissimi; il Red Centre australiano viene raccontato attraverso arte e cultura aborigena; Buenos Aires attraverso il tango.

La destinazione, in altre parole, resta importante. Ma il viaggio non viene più definito soltanto dal punto sulla mappa che raggiungiamo.

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Come vengono scelti i viaggi di Best in Travel 2027? 

Dietro una lista di 50 nomi c’è un processo che dura praticamente un anno intero. A raccontarcelo, durante la presentazione di Best in Travel 2027, è Tom Hall, Vicepresidente di Lonely Planet Global.

«Abbiamo centinaia di collaboratori e la grande maggioranza vive nei luoghi di cui scrive, quindi parliamo di veri esperti locali», ci spiega Tom. Ogni anno Lonely Planet chiede alla propria rete internazionale di segnalare «i luoghi che li entusiasmano, quelli che secondo loro dovrebbero essere inclusi e, idealmente, quelli in cui sta accadendo qualcosa di nuovo o che merita di essere celebrato».

Le proposte che arrivano sono centinaia. Comincia allora un lungo lavoro di selezione, durante il quale vengono considerate anche la distribuzione geografica e le destinazioni già comparse nelle edizioni precedenti. Alla fine resta una lista ancora troppo lunga sulla quale però lavora un panel editoriale composto da quattro persone.

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