davanti a lei come un piccolo muro, con i pugni stretti lungo i fianchi.
Ben, il mio migliore amico, era l’unico ragazzo che non batteva mai ciglio.
“Rosie, avrai sempre Ben e me”, le dissi.
L’ho ripetuto più e più volte, finché non ci ha creduto.
Lui la scelse per la partita di kickball, mentre gli altri capitani alzavano gli occhi al cielo.
In quarta elementare, si accovacciò davanti a lei e le fece una promessa che non ho mai dimenticato.
La presero in giro finché non scoppiò a piangere.
“Rosie, quando saremo più grandi, ti porterò al ballo di fine anno. È una promessa.”
Rosie batté le mani e gli sorrise raggiante.
«L’hai sentito», mi disse, senza fiato. «L’ha detto Ben.»
Annuii, sentendo un calore nel petto che ancora non riuscivo a definire.
***
Gli anni si sono susseguiti l’uno all’altro, come accade negli anni felici.
Ben veniva a casa
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