indifferente.
Bess mi seguiva a ruota, il suo basso lamento che riecheggiava il mio stesso pianto.
Poi l’ho visto.
Un’ombra contro la parete rocciosa. Un’oscurità più profonda del crepuscolo che si addensa.
Un buco.
L’ingresso di Fool’s Hollow.
Non era né maestoso né accogliente. Appariva come una bocca nera e frastagliata nella pietra, da cui fuoriusciva una debole nebbiolina che sembrava sensibilmente più calda dell’aria esterna. Barcollando entrammo, per sfuggire al vento, e crollammo esausti appena oltre l’ingresso.
Il silenzio improvviso fu travolgente. L’assalto costante del vento svanì, sostituito da una profonda quiete sotterranea.
Adagiai delicatamente mia madre sul terreno roccioso. Il mio corpo urlava per la stanchezza. Eravamo scampati al vento, ma non eravamo ancora al sicuro. Avevamo barattato una morte rapida con una più lenta.
Con le dita intorpidite cercai la mia lanterna e un fiammifero.
La prima partita si è spezzata a metà.
La seconda divampò brevemente
Il seguito nella pagina successiva