Caro benzina: ecco le città che pagano di più la Tassa Petrolifera Locale

Automobilisti in ostaggio, accise che non bastano

La prova della dipendenza sta nei consumi. Tra marzo e settembre i prezzi alla pompa sono saliti in media del 19,2%, ma i litri venduti sulla rete nazionale sono addirittura aumentati dello 0,04%; nelle grandi città sono calati appena dello 0,35%. Per Clean Cities l’elasticità della domanda è di fatto nulla: gli italiani reagiscono al prezzo del carburante con meno flessibilità che a quello dei farmaci da prescrizione, più come una periferia americana che come un Paese europeo. Molte famiglie non hanno lasciato l’auto: hanno solo lasciato in garage il diesel per usare l’utilitaria a benzina.

La risposta del governo, secondo il rapporto, ha sbagliato bersaglio. I tagli alle accise varati tra marzo e settembre sono costati 2,07 miliardi di euro e, a giugno, hanno abbassato il prezzo alla pompa di circa l’8% a fronte di un rincaro della materia prima del 25-30%. A questo si aggiungono 2,3 miliardi per sospendere il bollo auto nel 2027. Una parte degli sconti è stata finanziata togliendo 145 milioni al fondo per il trasporto rapido di massa, cioè proprio a metropolitane e tram che ci renderebbero meno vulnerabili. Clean Cities ricorda che lo stesso esecutivo, nella legge di bilancio 2026, non aveva trovato 120 milioni per il rinnovo contrattuale dei lavoratori del trasporto pubblico. E sottolinea che il taglio delle accise premia soprattutto chi consuma di più.

La bici come risposta concreta

Come ridurre la dipendenza dal petrolio in 5 mosse

Se la Tassa Petrolifera Locale nasce dal fatto di usare l’auto anche quando non servirebbe, una parte si può tagliare subito, senza aspettare metropolitane che arriveranno tra dieci anni. Lo stesso rapporto ricorda che gli spostamenti urbani entro i 5 km sono la fetta maggioritaria del traffico quotidiano, e i dati Isfort dicono che nel 2025 il 27,3% degli spostamenti fino a 2 km è stato fatto in auto. Sono le distanze in cui la bici è spesso il mezzo più veloce porta a porta.

Quanto vale, in euro? Un’utilitaria a benzina in città costa circa 22 centesimi al km, contando solo carburante, manutenzione e usura, cioè le spese che spariscono quando l’auto resta ferma. Una famiglia in cui una persona va al lavoro in bici, 5 km all’andata e 5 al ritorno per cinque giorni a settimana, e fa in bici anche 20 km settimanali di spesa e commissioni, percorre circa 3.160 km l’anno. Con la bici che ha già in garage risparmia circa 790 euro l’anno, parcheggi compresi: più dei 591 euro di Tassa Petrolifera Locale stimati da Clean Cities. Con un tragitto di 3 km il risparmio è di circa 595 euro, con 10 km supera i 1.270.

Ogni famiglia ha distanze, auto e abitudini diverse. Per fare i conti sulla propria situazione abbiamo preparato un calcolatore nell’articolo Come risparmiare andando in bicicletta, che tiene conto anche dell’acquisto di una bici o di una ebike e dei costi fissi se si decide di rinunciare a un’auto.

Ma la scelta va resa possibile

Pedalare per 5 km è una scelta individuale solo se esiste una strada sicura per farlo. E qui il rapporto torna a puntare il dito contro il governo: l’Italia spende per l’auto privata 100 volte più che per la mobilità ciclistica, la legge di bilancio 2026 ha tolto altri 2 milioni al Fondo per le ciclovie urbane e 13 milioni al Fondo per la mobilità sostenibile, e il Fondo per le ciclovie intermodali dispone di appena 10 milioni in tre anni. Per Clean Cities servirebbero 16.000 km di nuove ciclabili urbane e almeno 500 milioni l’anno fino al 2030.

Nel frattempo la riforma del Codice della Strada voluta dal ministro Salvini, e la riscrittura approvata a metà ottobre, secondo il rapporto rendono più difficile per i sindaci realizzare ciclabili e ZTL. Il risultato è un circolo vizioso: si spendono miliardi per abbassare di qualche centesimo il prezzo alla pompa e si lesinano i milioni che permetterebbero alle famiglie di farne a meno. La prossima crisi petrolifera, avverte Clean Cities, non è questione di se ma di quando.

Ogni chilometro che oggi si può fare in bici è un chilometro che quella crisi non potrà farci pagare.

Il seguito nella pagina successiva

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