Come abbiamo raccontato altrove, prima di impegnare le strisce chi va a piedi dovrà fermarsi e verificare che i conducenti in arrivo lo abbiano visto e siano pronti a lasciarlo passare. Mentre attraversa dovrà evitare movimenti improvvisi e cambi di direzione non necessari. Fuori dai centri abitati, sulle strade senza illuminazione, chi cammina in carreggiata dovrà rendersi visibile con giubbotto o bretelle retroriflettenti, oppure con una luce arancione: chi non lo fa rischia da 40 a 160 euro.
Dove il marciapiede manca o non è praticabile si cammina sul margine della carreggiata: fuori città, sulle strade a doppio senso, quello opposto al senso di marcia dei veicoli. Di notte si va in fila indiana, ed è vietato sostare in gruppo intralciando gli altri. Il divieto di usare lo smartphone durante l’attraversamento, ipotizzato nelle bozze, è stato invece tolto dal testo. Agli automobilisti resta l’obbligo di fermarsi per chi è sulle strisce o nelle immediate vicinanze.
Un passo avanti, ma timido. Il pedone continua a muoversi sulle proprie gambe, non paga il bollo, non ha una targa e pretende pure di arrivare dall’altra parte. Per colmare la lacuna abbiamo scritto noi le norme che il legislatore ha dimenticato. Le mettiamo a disposizione del ministero, gratis, come contributo alla sicurezza stradale.
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