Storia: Non implorare mai amore… Impara dal corvo.

Quella notte, il corvo tornò alla quercia. Ma non era più lo stesso.
Guardò il suo riflesso nel fiume e, per la prima volta, non vide alcuna bruttezza. Vedi profondità, storia e forza. E quando il primo raggio dell’alba sfiorò le sue ali, le spiegò e prese il volo.

Volò in alto, molto in alto. Non per farsi guardare, non per compiacere, non per imitare. Volava perché quello era il suo modo di essere libero.

Il riconoscimento
E accadde qualcosa. Gli animali della foresta alzarono lo sguardo:

“Guardate il corvo”, disse una volpe.
“Che presenza, che volo libero”, mormorò una lepre.
“Era sempre lì… e noi non lo vedevamo”, sussurrò un cervo.

Perché il mondo è fatto così: a volte ti riconosce solo quando decide di riconoscere prima te stesso.

Da quel momento in poi, il corvo non volò mai più come la colomba. Volava come un corvo.
E la colomba, ogni volta che lo vedeva passare, sorrideva. Sapeva che entrambi — nelle loro differenze — erano necessari. Che non c’era competizione, solo diversità.

Amore per sé stessi
L’amore per sé stessi non è egoismo. È una radice. È un fondamento. È il punto da cui tutto sboccia.

Cosa impariamo da questa storia?

Il seguito nella pagina successiva

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