<p>La celiachia presenta una componente familiare e i parenti stretti di una persona celiaca possono avere una probabilità maggiore di svilupparla rispetto alla popolazione generale.</p>
<p>Questo non significa però che ogni figlio, fratello o genitore di una persona celiaca svilupperà necessariamente la malattia.</p>
<p>In alcune famiglie può essere appropriato discutere con il medico l’opportunità di effettuare controlli.</p>
<strong>Capire il meccanismo cellulare non serve soltanto a spiegare la malattia: potrebbe indicare dove intervenire per cercare, in futuro, trattamenti diversi dalla sola dieta.</strong>
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<h2>Perché la nuova scoperta potrebbe essere utile per sviluppare farmaci?</h2>
<p>Quando gli scienziati individuano una fase precisa della risposta autoimmune, quella fase può diventare un possibile bersaglio terapeutico.</p>
<p>Se determinate cellule epiteliali producono segnali cruciali per l’attivazione immunitaria, in teoria potrebbe essere possibile sviluppare molecole capaci di interferire con quel processo.</p>
<p>Tuttavia, bloccare una risposta immunitaria senza compromettere le normali difese dell’intestino è estremamente complesso.</p>
<p>È proprio per questo che servono studi preclinici e clinici molto rigorosi.</p>
<h2>Un farmaco potrebbe permettere ai celiaci di mangiare liberamente glutine?</h2>
<p>Al momento non è possibile affermarlo.</p>
<p>Le strategie sperimentali allo studio sono diverse e non tutte mirano necessariamente a consentire il consumo libero di grandi quantità di glutine.</p>
<p>Alcune potrebbero essere pensate per ridurre il rischio derivante da esposizioni accidentali, mentre altre potrebbero intervenire direttamente su specifiche fasi della risposta immunitaria.</p>
<p>La dieta senza glutine rimane quindi oggi il trattamento di riferimento.</p>
<h2>Quali strategie vengono studiate?</h2>
<p>La ricerca sulla celiachia sta esplorando diversi approcci.</p>
<p>Alcuni studi cercano di impedire ai frammenti del glutine di raggiungere le fasi successive della risposta immunitaria.</p>
<p>Altri valutano farmaci che potrebbero modificare la permeabilità della barriera intestinale o interferire con specifici segnali immunologici.</p>
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