Quando le temperature iniziano a scendere, il sistema immunitario ha bisogno di una mano e riempire il piatto di cibi di stagione che lo aiutano a lavorare meglio è un primo e fondamentale passo che in molti trascurano.
Secondo il Ministero della Salute, anche in autunno e in inverno dovremmo portare in tavola almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. Il motivo è semplice: dentro quei colori ci sono vitamine, minerali e antiossidanti che tengono in forma le difese. Proprio mentre, con i primi freddi, passiamo più tempo al chiuso, vediamo meno il sole e virus e batteri circolano più facilmente.
Gli esperti di nutrizione ricordano che non esiste il cibo miracoloso che “non vi farà mai ammalare”. Conta l’insieme delle abitudini quotidiane, soprattutto nelle settimane che precedono il vero calo delle temperature. Sono alcuni micronutrienti chiave – vitamine, minerali, fibre – a lavorare in squadra per sostenere il sistema immunitario.
Perché ai primi freddi il sistema immunitario va più sotto stress
Con l’arrivo dei primi gradi in meno non cambia solo il guardaroba. L’organismo deve adattarsi a sbalzi termici, aria più secca, riscaldamenti accesi e giornate più corte, con meno esposizione solare.
Il sistema immunitario lavora comunque tutto l’anno, ma in questa fase è più sollecitato e ha bisogno di energia, proteine di buona qualità e micronutrienti specifici. Non si rinforza in un giorno: per questo diverse iniziative di educazione alimentare suggeriscono di iniziare a curare il menù già da settembre e proseguire per tutto l’inverno.
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