Pane naan: perché può essere un alleato della dieta

Attenzione però: se il naan è fatto solo con farina 00, molto sale e ghee in abbondanza, la curva glicemica sale comunque in fretta, soprattutto in chi ha insulino-resistenza. Per chi è a rischio meglio puntare su versioni parzialmente integrali e condimenti più leggeri.

Come inserirlo in una dieta dimagrante senza sabotarla

Prima regola: il naan va considerato la vostra porzione di carboidrati del pasto, non un “extra simpatico” da aggiungere a riso, patate e pane. Per un adulto mediamente attivo, un naan medio è una quantità ragionevole, a patto di non affiancargli altri cereali.

Seconda regola: bilanciare con molte verdure e proteine magre. Un esempio furbo è il piatto unico con naan, curry di ceci e verdure di stagione, oppure naan, pollo alla piastra e una grande insalata condita con poco olio. In questo modo ottenete fibre, proteine e grassi “buoni”, con una quota calorica complessiva sotto controllo.

Terza regola: occhio ai condimenti. Salse a base di panna, formaggi fusi e grandi spennellate di burro chiarificato trasformano il piatto in una bomba calorica. Meglio scegliere yogurt magro, pomodoro, spezie, legumi.

Versioni più leggere, cottura in padella e idee furbe

Se lo preparate in casa, potete rendere il naan più in linea con una dieta dimagrante. Un trucco è sostituire una parte della farina 00 con farina integrale, aumentando fibre, micronutrienti e potere saziante. Altro accorgimento: usare yogurt magro o parzialmente scremato e ridurre o eliminare l’uovo se non indispensabile alla consistenza.

Per la cottura basta una padella ben calda, senza friggere in olio. Il grasso potete aggiungerlo dopo, spennellando con poco olio extravergine misurato con un cucchiaino. Il naan avanzato si conserva per 1-2 giorni in un contenitore ermetico o si congela già cotto, da rigenerare velocemente in padella.

Idee smart: usarlo come base di una “pizza” veloce con pomodoro e verdure, come wrap con hummus e insalata, o per una colazione salata con yogurt magro e cetrioli. Stessa bontà, molta più consapevolezza nel piatto.

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